Opinione di Sgarbi sull'arte dell'insulto.
(ricavata da Internet)
Schopenhauer argomenta in molti modi e non esorta a praticare l’arte dell’insulto.
Ma la comprende e la interpreta suggerendo, come «extrema ratio», quasi con metodo: «Quando ci si accorge che l’avversario è superiore, e si finirà per avere torto, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall’oggetto della contesa (dato che lì si ha partita persa) al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona».
Mi permetto di contraddirlo, giacché la mia pratica, quasi quotidiana, dell’insulto ha ben diversa origine, e subentra per l’insopportazione del torto altrui che si maschera sotto forme ragionevoli. La natura del mio insulto è conseguenza dello scambio tra errore di fatto e opinione.
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