martedì 9 agosto 2011

Alcuni insulti

Cos'hai in testa? Un babbuino con la forfora.
Ignorante omerico
Se trovo un martello e uno scalpello ti scolpisco
Facciamo una magia: SPARISCI!
Blobbabbile a vita.
Faccia da metodo contraccettivo che non ha funzionato
Che tu possa mangiare peperoni tutte le sere e passare in bianco tutte le notti!
Tutti hanno un lato buono... prova un po' a girarti!
Faccia da pertica segata
Faccia da calzino ciucciato
Faccia da trifide coi parassiti
Ma sei completamente scemo o nel tuo cervello c'è ancora qualche zona incontaminata?
Sembri un fazzoletto di Armstrong dopo un concerto
Che tua nonna si innamori e venga a vivere a casa tua con il suo spasimante: una bestia punk con tanto di cane al seguito
Sei incompreso come un alieno disadattato
Hai un alito come Buscaglione dopo una serata al night
Puzzi come un  escremento Venusiano colitico
Faccia da martire, deluso perchè sperava di soffrire di più
Sei pettinato come un barboncino cotonato
Faccia da vescica piena
Se continui così ti dichiaro zona a rischio smottamento cervello
Acquarellista della domenica
Faccia da capello sintetico. E pure tinto.
Fammi una cortesia: scegliuno spigolo, uno qualsiasi... e picchia più volte la testa!
Faccia da denti a rastrello
Sembri un babbuino visto da dietro
Tu non potresti mai diventare santo, sotto l'aureola ci vuole la testa!
Faccia da semifreddo sciolto
Faccia da alieno schizofrenico
Faccia da mocassino usato per una settimana da un agente specializzato in pedinamenti
Faccia da pelo superfluo
Faccia da gnu asmatico
Faccia da analista sull'orlo del suicidio
Faccia da overdose di gianduiotti
Ignorante. Ignorante come una capra. Ignorante come una capra nana con problemi esistenziali
Faccia da calzino dimenticato in una sacca sportiva
Faccia da saponetta consumata
Faccia da turista con la dissenteria, bloccato in un ingorgo stradale
Faccia da caccola attaccata sotto il tavolo
E' una caccola o l'ultimo frammento di cervello che ti era rimasto, quello che ti è appena uscito dal naso?
Ma smettila, testina inquadrata dal mirino della CIA
Ti sei imbrillantinato la testa con la bava di lumaca
Ragioni male sempre o solo saltuariamente tra una sciocchezza e l'altra?
Faccia da acne giovanile in fase di eruzione
Testa da formica operaia in cassa integrazione
Faccia da microcip, anzi da microcefalo!
Sembri uscito dal mare pieno di cozze e mucillagine
Sei utile come un pennarello scarico
Ti sta grandinando nel cervello?
Inettitudine ambulante!
Faccia da vasectomizzato a morsi
Faccia da concime organico
Faccia da surfista che ha preso in pieno un pilone del molo
Vorrei farti vedere quanto sei fesso alla moviola
Tutti hanno diritto di dire scioccezze, per cui lasciane qualcuna agli altri!

L’insulto colto, letterario o storico.

 

Questa forma d’insulto è ormai molto rara. È basata quasi sempre su fatti storici comprovati, su allusioni letterarie o su situazioni geopolitiche che assumono l’aspetto di catacresi, (come i riferimenti ai turchi, russi, inglesi, in locuzioni del tipo “fumer comme un turc”, “boire comme un moujik”, “filer à l’anglaise”), su aspetti religiosi o su pseudo conoscenze scientifiche.
Abbondantemente praticato in Francia nei secoli passati, come possiamo rilevarlo dalla lettura di opere teatrali o di romanzi, l’arte dell’insulto è stato lo specchio di una lingua varia, fiorita, e molto pepata. Dote tanto più coltivata in quanto si prestava facilmente alla controbattuta e permetteva agli antagonisti di sfogare i propri umori ed esaltare la propria cultura. In ogni caso, ancor oggi, l’arguzia e l’ironia sono le caratteristiche dominanti dell’insulto letterario. Non sempre la parola chiave dell’insulto letterario risulta altisonante, anzi la finezza sta spesso nell’usare lemmi apparentemente banali ma particolarmente allusivi.
Partendo da lemmi semplici ma proverbialmente noti per la loro polivalenza o i loro valori contraddittori in alcune locuzioni correnti, come coq (gallo) in faire le coq (fare il don Giovanni / essere coccolato) o lézard (lucertola) in faire le lézard (impigrire / andare piano), è possibile creare una frase a doppio senso che sia, nello stesso tempo, rimprovero ironico e ammonimento. Così, partendo dall’osservazione banale della mamma, esasperata dalla pigrizia del figlio, che sbotta: “Arrête de faire le lézard, viens m’aider”, possiamo arrivare ad un insulto ironico appena velato. Infatti l’immagine apre su spazi più piccanti quando una moglie dice malinconicamente al proprio marito “Quand tu auras fini de faire le lézard, tu t’occuperas de la salamandre”. Grazie all’abbinamento lézard/salamandre che unisce animale e fuoco (altro lemma ambiguo!), il rimprovero e l’umorismo diventano insulto spiritoso e ammonimento ai quali è difficile rispondere. Con queste parole, la signora intende dire al marito che dovrebbe adempiere più spesso ai doveri coniugali. Il sottinteso, feu = amour, che risale al XVII secolo, considerato banale e noioso, assume qui un impatto ironico se si pensa che il lemma sottinteso feu viene usato per indicare il fondoschiena di una bella ragazza che lo ostenta camminando in maniera provocante7, gli ardori sensuali di una donna matura8 o l’erotismo ostentato di una prostituta 9. Per ritornare al nostro esempio, l’opposizione dei sostantivi lézard/salamandre, crea una allusione ironica letteraria non immediatamente percepibile a causa della banalità della parola chiave ma che risale a Francesco I (del quale è nota la foga amorosa) il quale aveva scelto per emblema la salamandra 10. L’interlocutore può rimanere perplesso ma che delizia quando s’intravede lo sguardo malizioso di chi ha capito.
In altre occasioni l’umorismo può risultare più ostentato e più pedante perché richiede una doppia decodifica: dire ad un uomo “espèce de flaccus”, ricorrendo al soprannome del poeta Orazio, può sembrare ermetico11: viene accettato con perplessità da chi non ne conosce la nomea di viltà ma è più colorito del banale “vil personnage!” o “mollasson” e suona molto meno offensivo di insulti come lécheur, carpette, boujouteur oppure lèche-cul. Nessuno di questi lemmi più comuni è carico dell’impatto semantico pregnante e intrigante contenuto nella locuzione colta.
In un contesto linguistico modestamente colto, ammonire chi osa “abélarder”12 può suonare misterioso se non si conosce la punizione riservata al noto teologo del XII secolo. Il saggio che rifiuta espressioni triviali per affermare che non si lascerà importunare più a lungo può gettare nella conversazione “Je ne me laisserai pas abélarder plus longtemps!” sicuro di creare un profondo silenzio durante il quale tutti i presenti avranno da riflettere. L’alterazione del riferimento culturale rende più intenso il valore satirico del fatto realmente avvenuto mediante l’apparente dissimulazione della sua vera natura storicamente comprovata. Ed è senz’altro più efficace di “je ne me laisserai pas casser les c’ plus longtemps” senz’altro più evidente ma di minor impatto.
Altrove, l’ironia “colta” contenuta nell’insulto può ricorrere ad un’iperbole o alla semplice enfasi, più o meno lessicalizzati. Nel caso di allusione geopolitica, parlare dell’aspetto trasandato di una signora, dopo una notte un pò agitata o dopo un gran dispiacere, può rivelarsi delicato e l’ironista che si rivolgesse ad essa esclamando « C’est la berezina, Marquise, ce matin ! »13 : rischierebbe di incorrere nel suo odio perenne qualora ricordasse l’entità del disastro.
Talvolta basta il contrasto tra parola colta desueta e parola popolare per creare l’effetto di sorpresa. Infatti, dire oggi ad una persona che è un faquin (XVI° s. servo) non rispecchia la superbia e lo spirito di classe che animava chi pronunciava la parola nei secoli passati; oggi, viene rivolto ad un farabutto, una canaglia14 ma mai da solo. L’insulto è tanto più ironico quanto è meno segnalato e quindi rischia l’incomprensibilità se l’ingiuria colta non è inserita tra tante altre popolari che sottolineano l’ignoranza dell’interlocutore.
In un altro caso, pur conoscendo vagamente il senso della parola chiave dell’insulto (Hercule), molti si stupiscono sentendo la locuzione « avoir l’hercule » che troviamo nell’apostrofo seguente : « J’en connais qui ont l’hercule ! » usato per deridere chi sfoggia (reale o meno) la sua forza fisica e per segnalargli il rischio di « prendre une culotte » (essere amazzato) o di « ramasser une tunique » (essere ferito in modo tale da tentare il suicidio) alludendo all’episodio del centauro ucciso da Ercole.
L’ironia può manifestarsi nell’accostamento di vari livelli allusivi : se una donna della « buona società » si sente attribuire la qualifica di « Hétaïre » ossia «cortigiana di lusso», potrebbe rispondere con un « ne fais pas ton Saint Joseph » dove il Joseph in questione si inserisce nella duplice area semantica (religiosa) di persona generosa e pudica, (matrimoniale) di marito tollerante e/o cornuto ma può anche riferirsi à Joseph Putiphar e ricoprire l’area semantica di totale imbecillità.
L’insulto scientifico non suona molto ironico perché si limita spesso all’enfatizzazione o ad una caricatura di conoscenze scientifiche. Così, se qualcuno ci dice “tu me tapes sur les nerfs”, è possibile annuire aggiungendo con aria compassionevole “tu as raison, j’oubliais que tu es un névropathe”, dove i sostantivi italiani corrispondenti (neurolabile o/e neuropatico) possono essere intesi come malato reale ma anche come deficiente e la “feinte énonciative” diventa il fattore di un’ironia ostentata come tale. In un altro caso, se qualcuno propina un racconto aberrante, non è raro sentire una risposta del tipo “c’est de la parano” abbreviativo di paranoia senza nulla di ironico ma semplice espressione di esasperazione. Il mondo scientifico non è produttore di ironia.

Sgarbi e l'arte dell'insulto

Opinione di Sgarbi sull'arte dell'insulto.
(ricavata da Internet)

Schopenhauer argomenta in molti modi e non esorta a praticare l’arte dell’insulto.
Ma la comprende e la interpreta suggerendo, come «extrema ratio», quasi con metodo: «Quando ci si accorge che l’avversario è superiore, e si finirà per avere torto, si diventi offensivi, oltraggiosi, grossolani, cioè si passi dall’oggetto della contesa (dato che lì si ha partita persa) al contendente e si attacchi in qualche modo la sua persona».
Mi permetto di contraddirlo, giacché la mia pratica, quasi quotidiana, dell’insulto ha ben diversa origine, e subentra per l’insopportazione del torto altrui che si maschera sotto forme ragionevoli. La natura del mio insulto è conseguenza dello scambio tra errore di fatto e opinione.

lunedì 8 agosto 2011

Elenco espressioni forti 110808

Penso che nel mondo di oggi Gesù si sarebbe crocifisso da solo....o avrebbe fatto i miracoli solo sotto sponsor....

Ha saputo che Bersani annuncia 10 punti per risolvere i problemi del paese.

1) Chiedere la ricevuta all'idraulico liquido!
2) Misurare la vista alla mosca cieca!
3) Correggere il caffè con il bianchetto!
4) Vendere libri gialli ai cinesi!

  • Ho deciso di denunciare il tuo cervello per prolungata ed ingiustificata assenza dal posto di lavoro
  • I miei complimenti, lei mente pur essendone sprovvisto
  • Perché guardo insistentemente la tua testa? Beh, a te non capita mai di avere lo sguardo fisso nel vuoto?
  • Non posso reggere il tuo peso solo col mio apparato fornicatore, caro il mio volto dalle sembianze anali
  • Tu mi piaci moltissimo !! Purtroppo però io ho dei pessimi gusti.
  • Sarei tentato di prendermela con il suo cervello ma l'educazione che ho ricevuto mi impedisce di parlar male degli assenti
  • Ti ricordo che il cervello va usato. Sul tuo c'è ancora il cellophane
  • Si concentri sulle palle dei miei occhi e smetta di fracassarmi le altre
  • Ma quando d'inverno compri un berretto lo prendi ritardante e in scatole da sei?
  • Non restituendo il tuo cervello pagheresti la multa. E' vuoto a rendere.
  • Sai che mi ricordi molto il mio cane? Entrambi mi guardate con quegli occhi che sembrano capire
  • Lei è talmente ignorante da essere stato bocciato mentre tentava di farsi un esame di coscienza.
  • Se per sbaglio ingoiassi un moscerino avresti più cervello nello stomaco che in testa
  • Fatico a capire come un qualcosa di limitato come il tuo cervello, possa partorire un così illimitato numero di sciocchezze
  • Lei mi fa dubitare del pollice opponibile come indicatore evolutivo della specie
  • Sentendo i tuoi ragionamenti, persino la Chiesa si convincerebbe di quanto sia necessario l'uso dei preservativi.
  • Io sarò grassa/o ma tu sei pesante.
  • Mi congratulo lei è una persona molto fine. A se stessa.
  • Inutile che provi con i tappi per le orecchie, non è da li che esce il tuo cervello e anche fosse, ormai è troppo tardi
  • Sa che lei porta benissimo la sua intelligenza? Non la dimostra per niente
  • Non dimentico mai una faccia, ma nel suo caso farò un'eccezione"
  • Il tuo vile atto fa capire quanto tu sia un immenso figlio di datori di vita ignoti
  • Hai un cervello così piccolo che una qualsiasi idea, per uscire, deve fare manovra
  • La tua simpatia? Spesso la pesto per strada
  • Penso che nel mondo di oggi Gesù si sarebbe crocifisso da solo....o avrebbe fatto i miracoli solo sotto sponsor....
  • Ho deciso di denunciare il tuo cervello per prolungata ed ingiustificata assenza dal posto di lavoro
  • I miei complimenti, lei mente pur essendone sprovvisto
  • Perché guardo insistentemente la tua testa? Beh, a te non capita mai di avere lo sguardo fisso nel vuoto?
  • Non posso reggere il tuo peso solo col mio apparato fornicatore, caro il mio volto dalle sembianze anali
  • Tu mi piaci moltissimo !! Purtroppo però io ho dei pessimi gusti.


venerdì 5 agosto 2011

Insulto maius reale

La Brigata toghe  capeggiata dal Fassino taurinense rappresentava  cio che doveva essere il culmine della serata.
La volontà di tutti era di non creare casino.
Alcuni scrotosocratici alzarono il solito insultante cartello.
Non voleva questo, non volevano quello e avanti
.

Ma i perfidi neri vermiformi uncinati male non persero l'occasioone per trascinarsi fino al mangiamento gia'comunque ben presidiato da fantomatici teste scoterellanti.
Erano esseri pensanti , lo si vedeva dagli occhi strabuzzati che  ...