Le bolle di Steve Jobs e le balle italiane
Nella Silicon Valley gira un aneddoto sull’epoca pionieristica della Apple. In una riunione di vertice si esaminava una nuova versione di personal computer e Steve Jobs non era soddisfatto della miniaturizzazione né della compatezza del design.Gli ingegneri obiettavano di aver fatto il massimo possibile, anzi un miracolo, e che di più non si poteva assolutamente ottenere. Jobs non aveva aveva fama di esser paziente e tanto meno accomodante. Prese il prototipo di computer, aprì l’acquario dei pesci e ce lo buttò dentro. Dal manufatto uscirono delle bolle d’aria, al che Jobs esclamò: “Ecco! Come avevo detto c’è ancora molto spazio vuoto in quest’arnese!” e uscì dalla stanza lasciando tutti trasecolati.
rikibitta scrive:
articolo intellettualmente -se si preferisce storicamente- ripugnante nel suo complesso. l’incipit sulle “leggendarie genialate” del piazzista della Mela Marcia risulta francamente imbarazzante. sig.Scacciavillani lei è soltanto un altro “mac I-diot”.
riki riccobon